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Sequestro Orlandi, interviene il Vaticano: «Fango su Marcinkus»

Sabrina Minardi, sedicente testimone del caso Emanuela Orlandi, ha raccontato alla Procura di Roma le modalità della sparizione dei cadaveri di Emanuela e di Domenico Nicitra, chiamando in causa l´ex presidente dello Ior (la banca dello Stato Pontificio), Paul Marcinkus deceduto nel 2006.
Secondo il Vaticano, si tratterebbe di accuse «infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi».

« La tragica vicenda della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi è tornata di attualità nel mondo della informazione italiana», sottolinea una nota della sala stampa della Santa Sede, «Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l´amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio». «Si ravviva così – continua la nota – il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già hanno tanto sofferto. Si divulgano accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi. Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica rigorosa di fatti e responsabilità. Ma allo stesso tempo – conclude la nota – non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori al sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell´etica professionale».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76565


I sottoscrittori dell’appello (6)

torna all’articolo I messaggi per Ingrid pagina precedente pagina successiva Stefania Calzolari bibliotecaria Ferrara Emanuele Incocciati dirigente Ferentino (Fr) Fiorini Gabriele operaio Parma Marcello Ziliani architetto Brescia Oreste Ferri insegnante Ariccia (Rm) Gian Pietro Miscione ricercatore universitario Bologna Franco Fratini pensionato Assisi (Pg) Maria Della Spina pensionato Assisi (Pg) Carmine Marino studente universitario Atena Lucana (Sa) Michel Fanni Network Technician Francia Donatella Piredda cassiera Roma Paola Modesti Universita’ degli Studi di Parma Parma Andrea Sciarretta Università del Molise Campobasso Véronique Lafrance Account coordinator Amsterdam Francesco Baicchi consulente aziendale Vincenzo Capozza giudice Minella Mojallia stilista Ennio Trinelli regista e scrittore Sabrina Dessì architetto Riccardo Bassani editore Paolo Orioli funzionario Gruppo Finanziario Marina Masciocchi casalinga Michael Bug musicista Laura Garofani insegnante Ausilio Perla pensionato Fabrizio Perla chimico Roberto Zorcolo imprenditore Marina Perla impiegata Umberto Franzoni architetto Barbara Pili impiegata Michele Grolla studente universitario Miriam Cariani sindacalista Salvatore Giampiccolo volontario Avvocato di Strada Adele Bullita studentessa Maria Luisa Grandi pensionata Ofelia Grandi pensionata Ivano Frabetti pensionato Alessandro Valera analista di mercato Rocco Fermo operatore ong Chiara Cei studentessa universitaria Giuliana Contini Mucciarelli pensionata Sergio Paolazzi architetto Giovanna Tavazzi impiegata Maria Ricciardi Giannoni pensionata Rachele Vuotto insegnante in pensione Salvatore Di Genova ispettore scolastico in pensione Franco Bonavitacola studente Linda Storari corporate Marketing Liliana Castelli insegnante Fulvia Musco Roma Catia Bassi Staggia Senese (Si) Gianfranco Coccari Ravenna Marco Pigato Norimberga Ierina Dabalà Varese Ivan Dessi Cagliari Pasquale Alpignano (To) Marina Limone Piano di Sorrento (Na) Marco Regni Viterbo Angelo Vegetti Sesto San Giovanni (Mi) Mauro Contini Cagliari Lucia Schillaci Milano James, Perla, Sara e Claudia Castel d’Ario (Mn) Fulvio Giannini TriesteSarina Reina Trieste Mauro Manni Milano Carlo Falsetti Pavia Claudio Michelotti Parma Alessandra Tiberi Roma Alessandro Sibino Vercelli Simona Piergiacomi Milano Riccardo Guidicini Torino Giuseppe Catania Francesca Mellone Ferrara Gianantonio Fratini Milano Irene Tonelato Treviso Maurizio Tonelato Treviso Elisabetta Ballerini Firenze Agnese Moro Treviso Moreno Coturri Lucca Paolo G.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76625


Lippi torna alla guida degli Azzurri, addio amaro per Donadoni

Marcello Lippi torna alla guida della Nazionale Italiana. Il presidente della Figc Giancarlo Abete lo ha nominato nuovo Commissario tecnico degli Azzurri in sostituzione di Roberto Donadoni. Lo ha comunicato la stessa Figc con una nota sul sito ufficiale. Lippi sarà presentato martedì prossimo, 1 luglio, in una conferenza stampa a Roma. Per il momento infatti la federazione non ha reso nota la durata del contratto di Lippi, ma negli ambienti del calcio si dà per certa la durata biennale, con obiettivo: i Mondiali del 2010. L’addio di Roberto Donadoni non è privo di qualche strascico ma senza polemiche accese o rivendicazioni economiche. «Marcello Lippi? Se ne parla da due anni. Ognuno ha il suo modo di proporsi alla gente – è stato il commento di Donadoni a caldo – Non sono io che devo insegnare agli altri come comportarsi». Al termine dell’incontro con il presidente della Figc Abete, giovedì, Donadoni ha chiarito: «Al presidente non ho chiesto se ci sia stato un incontro con Lippi, ognuno è libero di fare quel che vuole. Non discuto i comportamenti degli altri. Non voglio cadere in una mancanza di eleganza». «Non c’è alcun tipo di riconoscimento economico ma non mi interessa. I soldi possono far comodo a tutti ma non è mai stato un mio problema – ha aggiunto – il giorno delle convocazioni, quando il presidente Abete mi annunciò la possibilità di risarcimento, dissi che non c’era bisogno».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76635


Amnesty: «Governo garantisca impegno contro la tortura»

«L’Italia si presenta al 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura, impreparata e in ritardo rispetto all’obbligo internazionale di prevenire e reprimere la tortura». La denuncia è di Amnesty International. «Nel codice penale non c’è il reato di tortura- sottolinea l’Ong – le autorità italiane non hanno mai espresso una condanna chiara delle rendition, la detenzione illegale di prigionieri, e risultano coinvolte nella sparizione forzata di Abu Omar. L’Italia tende inoltre a «erodere sempre di più, e in svariati modi, le garanzie contro la tortura per le persone espulse e ha promosso azioni miranti a screditare l’assolutezza del divieto di tortura a livello internazionale». Per questi motivi da giovedì a lunedì 30, i Gruppi della Sezione Italiana di Amnesty International organizzeranno iniziative in tutto il paese, chiedendo al governo italiano di rispettare i suoi impegni contro la tortura. Incontri pubblici, mostre cinematografiche e fotografiche, spettacoli teatrali e reading dal volume «Poesie da Guantànamo» sono previsti in numerose città tra cui Bologna, Foggia, Roma, Ancona, Pisa, Civitavecchia, Padova, Napoli, Perugia, Pesaro, Torino, Mestre e Venezia. Lo scopo della mobilitazione «inviare fax al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e raccogliere post-it a mo’ di promemoria che poi verranno affissi su manifesti giganti per ricordare al Governo italiano la necessità di introdurre nel codice penale il reato di tortura».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76595


«Impronte? Ma no, faremo solo foto segnaletiche ai bimbi rom»

bambini zingari internati«Siamo indignati dal fatto che un’etnia venga presa sotto tiro, soprattutto a partire dai bambini». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, stigmatizza la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per la creazione di una banca dati con le impronte digitali dei Rom. «Idea – aggiunge la Piccinini – peraltro bocciata oggi dall’Unione europea». «È una schedatura etnica non degna di nessun paese civile – continua la sindacalista – tanto basta che le segnalazioni di etnie sono avvenute sempre e solo dove ci sono stati dei regimi totalitari: non a caso anche le persecuzioni del nazifascismo cominciarono proprio dalla schedatura dei bambini ebrei». «Ancora una volta – aggiunge la sindacalista – invece di investire sui diritti dei bambini si interviene con reprimende». «Chiediamo pertanto al governo e al ministro – conclude – di rientrare nell’Europa libera e democratica ritirando i provvedimenti annunciati». «La proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali a tutti i bambini rom nel nostro paese è una espressione di governo odiosa e intollerabile, carica di pregiudizi e dettata da incultura -afferma Luciana Sbarbati – capogruppo nella commissione bicamerale infanzia del Pd. In nessun paese civile esistono simili iniziative anche se le condizioni della sicurezza sono più precarie. Non pensa il Premier che tutto ciò cozza contro la sua sedicente proclamata cultura liberaldemocratica? – continua Sbarbati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76664


L’Unità: Nobel per la pace a Ingrid Betancourt

Da sei anni e chissà quanti giorni alle 5 di ogni mattina la madre di Ingrid Betancourt parla per mezz’ora alla figlia attraverso una radio diversa da ogni altra: accoglie le voci di padri, mogli e dei prigionieri delle Farc. Raccontano piccole cose della vita normale. Gli amici che salutano. Come va la scuola. Notizie tristi quando non è possibile tacere, ma Ingrid non ha saputo dalla madre che il padre era morto poco dopo il sequestro. Yolanda Pulecio de Betancourt aveva supplicato le Farc di liberarla per il funerale. Silenzio. Qualche capo Farc deve averla informata chissà come, chissà quando. Sono quattro giorni che Yolanda Pulecio de Betancourt racconta alla figlia la novità. «Un giornale italiano ti ha proposto per il Nobel. All’appello dell’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci, rispondono migliaia di persone. Non solo dall’Italia: Spagna, Europa perfino dall’Amazzonia. Forse la tua vita sta cambiando… ». Per una giusta causa è nato un comitato promotore bipartisan alla Camera dei Deputati. Primo firmatario Fabio Evangelisti, Italia dei valori: «È il primo mattone e un progetto ambizioso, su cui vogliamo coinvolgere la politica, l’associazionismo e i cittadini». Molte decine le firme raccolte tra i parlamentari, in testa Pd e Idv, seguiti dai colleghi del Pdl, Udc e Lega. Intanto la regione Toscana sta per annunciare un comitato di premi Nobel per concretizzare la proposta dell’Unità.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76535


Csm, quando il parere è un dovere

È molta, certamente non del tutto casuale, la confusione che circonda la legittimità del parere del Csm sulla proposta di sospendere i processi per i reati puniti con meno di dieci anni di reclusione (una miriade, spesso gravissimi). Con una forzatura, che trae alimento da un miscuglio di malafede e ignoranza, si accusa il Csm di eccedere dalle sue competenze invadendo quella della Corte Costituzionale in quanto accusa la legge approvata al Senato di contrasto con la Costituzione. Poche parole sono sufficienti per inquadrare correttamente la questione ed impedire altre strumentalizzazioni.Oltre ad essere l’organo che sovraintende alla vita professionale dei magistrati, per garantire la piena autonomia della loro funzioni, il Csm può fare proposte al ministro della Giustizia su tutte le materie riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.E aspetto importante, può dare pareri su disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario. È del tutto ovvio, infatti, che l’organo di autogoverno della magistratura si occupi dei problemi che riguardano la categoria e la sua attività. Ora soltanto chi è del tutto fuori dalla realtà giudiziaria può asserire che una legge dalla quale derivi la sospensione dei processi sia estranea all’organizzazione degli uffici giudiziari ed alla gestione del servizio giustizia. I processi sospesi vanno individuati dai singoli uffici e rimessi a nuovo ruolo, previo ovviamente l’espletamento di tutta una serie di incombenze processuali assolutamente indispensabili (si pensi alle notifiche alle parti per comunicare loro che il processo non si farà) e certamente onerose, con sottrazione di energie e tempi al normale espletamento del servizio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76651


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Garante: schedare i bimbi rom è discriminazione

Il Garante per la privacy ha deciso di chiedere informazioni alle autorità competenti e in particolare ai Prefetto di Roma, Milano e Napoli, nominati Commissari straordinari di governo per la cosiddetta ‘emergenza rom’, sull’eventuale ricorso a forme di rilevazione anche biometriche – cioè di impronte digitali – estese ai minori. Questo tipo di schedatura che secondo il Viminale deve essere attivata per identificazione o di censimento delle comunità di nomadi sarebbe per il Garante lesiva della dignità personale e discriminatoria in particolare se applicata nei confronti di minori. Anche il Capo di Gabinetto del ministro per le Pari Opportunità, Simonetta Matone, ex giudice minorile, sembra disoociarsi dall’iniziativa annunciata dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Calderoli. Intervendo all’incontro per i 21 anni di Telefono Azzurro la Matone dice infatti: «Troppo spesso il pregiudizio ideologico frena la tutela e la difesa dei bambini. Con i piccoli rom si violano spesso tutti i diritti. Prendere le impronte digitali è una prassi consolidata da sempre negli uffici giudiziari minorili. Da noi in tribunale abbiamo pacchi così di impronte digitali di piccoli rom». E ha aggiunto: «Ho letto oggi sui giornali un sacco di sciocchezze sulle impronte digitali ai piccoli rom. La verità è che nel nostro paese la tutela dei minori è solo apparente, c’è ancora un grave scollamento».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76631


La favola

Noi de l´Unità non abbiamo mai creduto alla favola del cavaliere diventato buono semplicemente perché conserviamo una certa memoria del passato mentre sulla redenzione della natura umana abbiamo le nostre opinioni.Lo stesso giubilo per le mutate sembianze del lupo in agnello lo ascoltammo nel lontano ‘94 quando bastò che il novello premier rendesse omaggio alla statura politica di un esponente dell´opposizione come Napolitano perché si sciogliessero ditirambi sulla clemenza del vincitore e l´avvento di una nuova feconda stagione di riforme. Di quanto aguzzi fossero i denti dell´agnello si rese poi conto l´allora presidente Scalfaro quando osò rifiutargli un nuovo incarico di governo dopo lo strappo di Bossi.Nel 2001 trascorsero sei mesi buoni prima che il centrosinistra rintronato, tanto per cambiare, dalla batosta elettorale si accorgesse che l´uomo di Arcore era tornato a palazzo Chigi soprattutto per sistemare certe sue pendenze con la giustizia. E, infatti, quando l´opposizione si decise finalmente a farla, ricominciò a vincere le elezioni mentre le vedove del dialogo gemevano che oddio non si può dire sempre no. Per carità di patria meglio dimenticare le festose celebrazioni sulla miracolosa trasformazione del premier dai toni finalmente moderati e dallo stile finalmente da statista che negli ultimi due mesi hanno impreziosito le rassegne stampa. Lodi sperticate e paragoni arditi con De Gasperi, Moro e altri consimili padri della patria.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76603


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