quella,strana,passione,design neOra che il gesto idiota del sindaco di Capo d’Orlando, accanito per propaganda contro Garibaldi, mi ha costretto non solo a restaurare la lapide a Garibaldi di Palazzo Torrealta a Salemi, ma anche a rivalutare l’Inno di Mameli, finemente avversato da Bossi con una performance di interpretazione critica sotto l’apparenza di un gesto giudicato volgare (ma quanto espressivo!), l’occasione del premio «Tomasi di Lampedusa» a Santa Margherita di Belice assegnato allo scrittore Edoardo Sanguineti, noto comunista del Nord e avversario giurato di Tomasi, mi fa riflettere sulla passione degli insegnanti per gli scrittori meridionali, argomento caro a Bossi, e su cui è tornato anche ieri.La contestazione dell’inno di Mameli era inevitabile, dal momento che esso chiede una cosa («raccoltaci un’unica/ bandiera, una speme:/ di fondersi insieme/ già l’ora suonò»), di cui la Lega vuole il contrario. Per coerenza, i disappunti sono inevitabili. Oggi l’impresa di interpretare il pensiero critico di Bossi sulla scuola appare più difficile, perché le sue affermazioni sembrano viziate da un interesse personale. Il «ragazzo bastonato agli esami perché aveva presentato una tesina su Carlo Cattaneo» è suo figlio. Traspare una inclinazione affettiva nel riferimento diretto, che non vale solo per il Nord, ma per qualcosa di più intimo e privato. E comunque esemplare. Bossi dice: «un nostro ragazzo».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282729 wsdei,maestri,per,gli,scrittori,del,sud