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Fischiano la Gelmini, la polizia chiede i documenti

fischiano,gelmini,polizigreat nEccolo lo stile della nuova destra: è punito anche il dissenso. Così chi fischia un rappresentante del governo viene identificato dalla polizia. Il governo Berlusconi, il più a destra che l’Italia abbia mai avuto, mostra così in ogni occasione l’idea di società che vuole imporre. Stavolta tocca a Mariastella Gelmini, che per far approvare la sua “riforma Moratti” (non la chiamano così anche se è uguale), fa la spola per le scuole italiane a cercare di spiegarla. Il ministro dell’Istruzione era arrivata al liceo scientifico “Isacco Newton” di Roma per partecipare alla presentazione del libro del giornalista Giovanni Floris «la fabbrica degli ignoranti», ma alla fine Gelmini si è trovata a dover difendere le sue riforme in un’aula magna «ring» dove una decina di precari l’hanno contestata e «interrogata» sulle sue decisioni. La mattinata era cominciata con l’inno d’Italia. Tutti in piedi, Gelmini compresa, (tra gli ospiti anche l’ex ministro Giuliano Amato e in sala c’erano la segretaria dell’Ugl Renata Polverini e Silvia Costa, assessore dell’Istruzione nel Lazio) per cantare le parole di Mameli. Poi il dibattito. Il ministro ha incassato applausi quando ha parlato di una scuola che «non è di destra né di sinistra» e quando ha espresso la necessità di fare «scelte coraggiose» e quando ha annunciato l’arrivo di una carta oro per sconti agli insegnanti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78889 ewsa,chiede,documenti


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Abdul, ucciso a sprangate e insulti Da padre e figlio – Interni

abdul,ucciso,sprangatinterneAd uccidere a sprangate Abdul Salam Guibre, domenica notte alla periferia di Milano, sono stati padre e figlio. Insieme, hanno ammazzato il diciannovenne cittadino italiano, originario del Burkina Faso, che secondo loro aveva rubato dei dolci dal loro chiosco. Hanno confessato subito Fausto Cristofoli, 51 anni e suo figlio Daniele di 31: dicono di aver visto Abdul e i due amici che erano con lui rubare dei dolci, e si sono convinti che i tre si fossero impossessati anche del danaro in cassa. Ma dev’esserci dietro altro odio e altro rancore per spingere padre e figlio a prendere la macchina, inseguire i tre ragazzi, tirar fuori le spranghe, urlare «ladri, negri di merda» e colpire duro. Fino a uccidere. Ci dev’essere quel «clima violento e minaccioso che una predicazione di odio anti-immigrati, anti-rom e anti-romeni ha incoraggiato fino a una soglia non più accettabile», come sostiene la Comunità di Sant’Egidio, che «invita tutti ad abbassare i toni, a non rincorrere “percezioni di insicurezza” che in realtà rischiano solo di essere interpretate da frange di violenti come autorizzazioni a imprese di pseudo-giustizia fai da te».I due aggressori sono stati indetificati subito grazie agli amici di Abdul, che erano riusciti a prendere una parte della targa del mezzo a bordo del quale padre e figlio si erano allontanati. Poi hanno portato di corsa Abdul all’ospedale Fatebenefratelli, i medici lo hanno operato alla testa, per il ragazzo non c’è stato niente da fare.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79006 t newse,insulti,padre,figlio,interni


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