Nel 1979 urlava «la mia banda suona il rock». Oggi Ivano Fossati direbbe tutt’altra cosa, a dimostrazione della grande poliedricità che lo ha contraddistinto per circa 40 anni di carriera da solista, e non. Quel che è rimasto tale dagli anni ‘60 ad oggi è che il musicista genovese non ha mai abbandonato l’Olimpo della canzone italiana, partecipando più volte a Sanremo e prestando la sua creatività a mille altri artisti con cui ha collaborato, da Anna Oxa a Loredana Bertè, passando per Fiorella Mannoia.Dopo il concerto autunnale, domani Milano lo saluterà per la seconda volta in una serata che chiuderà il tour invernale «Musica Moderna» partito lo scorso novembre e che ha preso il nome dall’ultimo album pubblicato di recente. Il luogo, il Conservatorio (dalle ore 21, sala Verdi, per info 892101), è quello che più di ogni altro in città è l’emblema dell’intimità, e anche del rispetto verso chi interpreta. Qui vengono ospitati musicisti della canzone più colta. Un palcoscenico che ben si addice, dunque, a chi è considerato, tra i cantautori nostrani, forse il più intellettuale. Attitudine, questa, che musicalmente parlando si è notata in maniera spiccata agli esordi, quando Fossati non aveva ancora intrapreso la carriera da solista. Correvano i primissimi anni ‘70 e Ivano, dopo aver studiato pianoforte e flauto traverso e dopo alcuni anni di «gavetta» presso alcune orchestrine genovesi, inizia a sperimentare quello che negli anni a venire si è affermato come il sound progressive rock, dove il fine era quello di rendere la musica bella e allo stesso tempo complessa, sulle orme della classica anche se con una strumentazione rock.
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Cresce il malcostume nella pubblica amministrazione, la diffusione dei casi di corruzione raggiunge sempre livelli molto alti e in numersoi enti pubblici si continua a ricorrere senza remore a incarichi e consulenze esterne. Sono accuse pesanti quelle lanciate ieri dal procuratore della Corte dei Conti del Lazio Luigi Maria Ribaudo e dal presidente Mario Ristuccia durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile.Le tangenti si continuano a pagare, soprattutto nel settore dei lavori pubblici, ma il magistrato punta il dito soprattutto su un altro genere di malaffare, più insidioso, perché in molti casi l’estrema leggerezza con cui vengono usate le risorse e la «disinvolta noncuranza del rispetto dei vincoli e dei limiti imposti dalla legge», non arriva a configurare un vero e proprio reato, ma ha comunque effetti catastrofici sulla spesa pubblica. Anche quest’anno le consulenze occupano un posto d’onore nella relazione del procuratore, che definisce «preoccupante» la persistenza del fenomeno. Il conferimento di incarichi e consulenze in molte amministrazioni, osserva Ribaudo, assume connotati «abnormi di ampiezza, tali da essere significativamente rivelatori dell’insufficienza degli interventi di contenimento posti in essere dall’amministrazione finanziaria, anche attraverso consistenti tagli ai finanziamenti di bilancio». Attività «truffaldine» e «disfunzioni» sono in aumento in molti settori della pubblica amministrazione.
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«Ecoglamour» sentenzia Custo Barcelona, lo stilista spagnolo che dal 1997 sfila a New York, un veterano di questa settimana della moda tanto esaltata dalla stampa americana, quanto discutibile sul fronte delle tendenze. Invece l’idea di lanciare un messaggio ecologico divertente e colorato come non mai, vince e convince anche perché l’inverno prossimo si preannuncia già ora cupo e triste oltre ogni dire. Ecco quindi i deliziosi cappotti rosa-fenicottero con polsi e colli in finto leopardo accanto a ricami effetto uccello del paradiso. Davvero belle le sperimentazioni sui materiali per cui il velluto non si sa come diventa simile alla pelle di coccodrillo, il raso al pitone e la seta alle piume del pavone.
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