Vittorio Foa è morto nella sua casa di Formia (Latina), aveva 98 anni. Coscienza critica della sinistra ha fino all’ultimo lottato per la causa del riformismo. La sua vita è stata interamente dedicata alla causa della libertà e della democrazia, prima come antifascista, poi come studioso, sindacalista e politico. Il suo primo insegnamento è stato quello di lottare sempre per le cause in cui si crede. Lui lo fece contro il Fascimo, rimanendo 8 anni in carcere. La notizia è stata divulgata, d’intesa con la famiglia, dal segretario del Partito democratico Walter Veltroni, amico di vecchia data di Foa. «È un immenso dolore per noi, per il popolo italiano, è un immenso dolore – afferma Veltroni in una nota – per gli italiani che credono nei valori di democrazia e libertà, per l’Italia che lavora, per il sindacato a cui Vittorio Foa ha dedicato la parte più importante della sua vita». «È un dolore per me personalmente – prosegue Veltroni – perché Vittorio Foa incarnava ai miei occhi il modello del militante della democrazia, un uomo con una meravigliosa storia di sofferenza, di lotta e di speranza, un uomo della sinistra e della democrazia, mosso da un ottimismo contagioso e da un elevatissimo disinteresse personale». Tutto il mondo politico e culturale si sente più solo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esprime «profonda commozione personale» per la scomparsa di Vittorio Foa, che «è stato senza alcun dubbio una delle figure di maggiore integrità e spessore intellettuale e morale della politica e del sindacalismo italiano del Novecento».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80102