da RomaControlli più severi in caso di malattia o di permessi retribuiti sia per i dipendenti pubblici sia in particolare per tutto il personale della scuola.Nella manovra messa a punto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, diventano più rigide le regole per i lavoratori pubblici che si assentano dal lavoro per problemi di salute. L’articolo 71 del decreto legge 112 rivede i principi sui quali si fondano i rapporti tra l’azienda pubblica ed il lavoratore nel periodo di malattia. Prima di tutto la reperibilità del dipendente indisposto non sarà più limitata a 4 ore (fino ad ora era prevista dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) ma salirà ad 11, ovvero dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. In sostanza tutto il giorno. Previste eccezioni ma soltanto in caso ad esempio di ricovero ospedaliero o day hospital e anche per chi deve sottoporsi a terapie salvavita, come la dialisi. Tutte queste circostanze andranno certificate.A questa novità poi si aggiunge la possibilità da parte del dirigente responsabile di richiedere il controllo del medico fiscale anche per un solo giorno di assenza. E non solo. La novità dirompente è che in caso di malattia superiore a dieci giorni e comunque sempre, se si entra in malattia per la seconda volta in uno stesso anno solare, non sarà più sufficiente presentare un generico certificato medico, prodotto da un privato o anche dallo stesso medico di famiglia, ma occorrerà invece «la presentazione di una certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica».
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Oltre all’allarme dei combattimenti clandestini e ai rapimenti dei cani nei parchi, c’è un altro business che terrorizza le associazioni di animalisti. È quello dell’importazione dai paesi dell’Est di cucciolate di cani malati. Piccole bestiole destinate a morte sicura e vendute alle famiglie italiane per qualche centinaia di euro. «È, per così dire, una filiera meno rischiosa per i rom – commenta Lorenzo Croce – ma altrettanto atroce perché trova anche la complicità di qualche veterinario corrotto che certifica il buono stato di salute dei cani. Il business sugli animali è sempre più raffinato».Poco tempo fa è stato fatto un controllo sulla provenienza dei cagnolini che accompagnavano una donna rom durante il suo accattonaggio quotidiano alla stazione di Cadorna. Ogni certificato aveva il timbro dello stesso veterinario. «Ovviamente fasullo, anche se tutto apparentemente sembrava in regola».
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