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Scritte sui muri: insulti al bimbo rom bruciato alla Falck

Scritte ingiuriose contro Marian, il ragazzino romeno morto alcuni giorni fa nell’incendio scoppiato nell’ex area Falck, sono comparse sui muri di Sesto San Giovanni. Immediatamente il sindaco Giorgio Oldrini ha dato ordine di cancellarle. «Esprimo indignazione e dolore – le parole del primo cittadino – per l’apparire di parole spietate e offensive verso il povero ragazzo che ha perso la vita tra le fiamme e verso la comunità dei romeni. Scritte contrarie anche alle tradizioni di una città come Sesto san Giovanni che nella sua storia ha fatto dell’accoglienza e della costruzione di un futuro condiviso da persone provenienti prima da ogni parte d’Italia, oggi dai cinque continenti, la sua stessa identità». Le infami scritte («Bruciate! Ancora») accompagnate da altri insulti, sono comparse nella zona di via Trento sul muro esterno dello stabilimento Falck-Vulcano. «Il razzismo – aggiunge Oldrini – deve essere estraneo a una città in cui si lavora e si vive insieme, in cui i matrimoni misti sono cresciuti rapidamente, dove i bambini di ogni nazionalità frequentano le stesse scuole e giocano nelle stesse squadre».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295535


Hillary, la fuoriclasse sconfitta dall’invidia

A Denver, Colorado, sul palco della convention democratica, c’è un solo protagonista vero, che suscita sentimenti di rancore e fastidio, di grande amore e perciò di rabbia cocente per come sono andate le cose. Non è il key-note speaker, non darà la linea del partito, non è l’aspirante first lady, che è stata regolarmente chiamata a dire quanto sia lui un buon marito e un buon padre, e quanto lei lo ami; non è nemmeno il candidato alla presidenza, Barak Obama, rockstar che un pezzo d’America ha sognato e sogna come il liberatore, non si capisce da che cosa, soprattutto guardando marciare i carri armati di Putin. Il protagonista, che ha parlato quando in Italia era già notte, si chiama Hillary Rodham Clinton, non c’è quotidiano anche antipatizzante che non lo sottolinei, non c’è delegata alla Convention che non lo dica, magari con le lacrime negli occhi.La sua presenza è tanto ingombrante che prima di promettere fedeltà a Obama, i delegati dovranno votare anche per lei. È un atto senza conseguenze, ma è pesante da digerire, è la catarsi che servirà a convincere che il partito è unito, a far tirare un sospiro di sollievo al candidato, apparso molto stanco, comprensibile, irritato, i sondaggi ristagnano. Poi si vedrà se nell’urna della situazione non ci saranno comunque voti per lei, o, per questo bisognerà aspettare il primo martedì di novembre, se non saranno in molte le elettrici che faranno come quella di un recente spot che dice in estrema sintesi «o Hillary o McCain», dunque McCain.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286012


Un autunno caldo attende Alemanno

La complessa gestazione a 4 (Comune, Provincia, Regione e ministero dell’Interno) del nuovo Patto per la sicurezza ha rappresentato l’anticipo fuori stagione dell’«autunno caldo» che attende Gianni Alemanno. Al rientro dalle ferie di agosto infatti per il sindaco molti nodi verranno al pettine. Nodi fondamentali, come la relazione sul buco di bilancio che il primo cittadino dovrà presentare nella sua veste di commissario governativo. O come la razionalizzazione delle 81 municipalizzate o la proposta di legge per il Distretto federale di Roma Capitale: una svolta attesa da decenni e che il Campidoglio preme – come dimostra la delega al vicesindaco e senatore Mauro Cutrufo – affinché venga inserita nella riforma per il federalismo fiscale di cui si comincerà a discutere in Parlamento dopo l’estate. Senza contare che se martedì si arrivasse alla firma del Patto per Roma sicura che sostituisce il fallimentare protocollo Amato-Veltroni del 2007, settembre sarà il momento per stilare un bilancio sulla reale efficacia delle nuove misure.E se la vittoria di aprile contro Francesco Rutelli è stata «un fulmine a ciel sereno» – come ha confessato ieri lo stesso Alemanno ad Alain Elkann -, terminato il rodaggio per l’amministrazione sarà proprio l’autunno il primo vero giro di boa. Il 30 settembre scadono i 3 mesi di commissariamento e il sindaco dovrà riferire in aula Giulio Cesare sulla situazione dei conti capitolini, presentando il piano di rientro dal maxi-debito di 10 miliardi di euro ereditato dalle giunte Rutelli-Veltroni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277469


Lo scienziato d’antan rincorre il futuro

Quando la Festa di Roma sarà un ricordo, sarà doveroso ricordare che essa ha presentato, oltre al modesto e molesto Borat, anche grandi film come The Departed di Scorsese, La città proibita di Zhang Yimou e Into the Wild di Sean Penn; e nemmeno Juno di Jason Reitman era male. Ai meriti pregressi della Festa appartiene anche questo Dr.Plonk di Rolf De Heer, sebbene giunga al pubblico quasi un anno dopo, quasi alla vigilia dell’ultima Festa, probabilmente.Regista di film che – per varie ragioni, salvo gli incassi – non si dimenticano, come Bad Boy Bubby, Balla la mia canzone, The Tracker, Alexandra’s Project e 10 canoe, de Heer pareva però negato all’umorismo. Invece – ora lo sappiamo – può fare anche quello. Non in modo originale, certo, però ancora una volta in un modo che non si dimentica: imitando le comiche del cinema muto americano, che però duravano molto meno.In Dr.Plonk non echeggia una parola: ci sono solo colonna sonora al pianoforte e didascalie per raccontare costruzione e uso di una macchina del tempo che porta uno scienziato o il suo sordo assistente nel 2007, per scoprire che, a quel punto, il mondo è alla fine. O almeno così pare a loro. Girato ad Adelaide, Australia, con pochi soldi e una cassa (il veicolo della macchina del tempo), Dr.Plonk satireggia i governi australiani e le sue classi medie con villetta, dove tutti gli inquilini non si guardano e non si parlano, ma guardano la tv, passivi e silenziosi. Dr.Plonk non è un capolavoro, tira in lungo, ma in questa stagione è fra il meno peggio che ci sia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273640


Lippi torna alla guida degli Azzurri, addio amaro per Donadoni

Marcello Lippi torna alla guida della Nazionale Italiana. Il presidente della Figc Giancarlo Abete lo ha nominato nuovo Commissario tecnico degli Azzurri in sostituzione di Roberto Donadoni. Lo ha comunicato la stessa Figc con una nota sul sito ufficiale. Lippi sarà presentato martedì prossimo, 1 luglio, in una conferenza stampa a Roma. Per il momento infatti la federazione non ha reso nota la durata del contratto di Lippi, ma negli ambienti del calcio si dà per certa la durata biennale, con obiettivo: i Mondiali del 2010. L’addio di Roberto Donadoni non è privo di qualche strascico ma senza polemiche accese o rivendicazioni economiche. «Marcello Lippi? Se ne parla da due anni. Ognuno ha il suo modo di proporsi alla gente – è stato il commento di Donadoni a caldo – Non sono io che devo insegnare agli altri come comportarsi». Al termine dell’incontro con il presidente della Figc Abete, giovedì, Donadoni ha chiarito: «Al presidente non ho chiesto se ci sia stato un incontro con Lippi, ognuno è libero di fare quel che vuole. Non discuto i comportamenti degli altri. Non voglio cadere in una mancanza di eleganza». «Non c’è alcun tipo di riconoscimento economico ma non mi interessa. I soldi possono far comodo a tutti ma non è mai stato un mio problema – ha aggiunto – il giorno delle convocazioni, quando il presidente Abete mi annunciò la possibilità di risarcimento, dissi che non c’era bisogno».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76635


Amnesty: «Governo garantisca impegno contro la tortura»

«L’Italia si presenta al 26 giugno, Giornata internazionale per le vittime di tortura, impreparata e in ritardo rispetto all’obbligo internazionale di prevenire e reprimere la tortura». La denuncia è di Amnesty International. «Nel codice penale non c’è il reato di tortura- sottolinea l’Ong – le autorità italiane non hanno mai espresso una condanna chiara delle rendition, la detenzione illegale di prigionieri, e risultano coinvolte nella sparizione forzata di Abu Omar. L’Italia tende inoltre a «erodere sempre di più, e in svariati modi, le garanzie contro la tortura per le persone espulse e ha promosso azioni miranti a screditare l’assolutezza del divieto di tortura a livello internazionale». Per questi motivi da giovedì a lunedì 30, i Gruppi della Sezione Italiana di Amnesty International organizzeranno iniziative in tutto il paese, chiedendo al governo italiano di rispettare i suoi impegni contro la tortura. Incontri pubblici, mostre cinematografiche e fotografiche, spettacoli teatrali e reading dal volume «Poesie da Guantànamo» sono previsti in numerose città tra cui Bologna, Foggia, Roma, Ancona, Pisa, Civitavecchia, Padova, Napoli, Perugia, Pesaro, Torino, Mestre e Venezia. Lo scopo della mobilitazione «inviare fax al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e raccogliere post-it a mo’ di promemoria che poi verranno affissi su manifesti giganti per ricordare al Governo italiano la necessità di introdurre nel codice penale il reato di tortura».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76595