Incidente d’auto per il ‘marziano’ dello sprint, il giamaicano Usain Bolt che evidentemente quando guida non si trova così a suo agio con la velocità come quando corre.
Secondo quanto si è appreso da fonti vicine allo sponsor tecnico personale del campione, che è lo stesso della nazionale giamaicana di atletica, Bolt è uscito di strada mentre era alla guida della sua Bmw M3, la vettura donatagli proprio dallo sponsor dopo le sue imprese (vittoria e record del mondo sui 100, 200 e 4X100) alle Olimpiadi di Pechino.
La vettura è sbandata a causa della velocità e dell’asfalto reso viscido dalla pioggia e, sempre secondo la stessa fonte, è finita fuori strada ed è andata distrutta.
Bolt e la donna che viaggiava con lui non hanno riportato serie conseguenze ma si sono recati in un ospedale per dei controlli.
Fonte:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3658369
«Cosa resterà di questi anni ’80?», cantava Raf. Noi abbiamo un vantaggio e sappiamo già che i posteri ricorderanno questo inizio millennio musicale come il tempo della «duettomania». Eh sì, si piangono lacrime amare sulla crisi del cd, sulla pirateria e i download più o meno regolari (dimenticando spesso la scarsa qualità delle canzoni) ma i risultati parlano chiaro: i cd non si vendono. E allora due sono le strade per sfondare: la bella antologia ricca di megasuccessi e un paio di inediti (e qui abbiamo Ligabue, Zero, Zucchero, Vasco), oppure la via del duetto tra celebrità che garantisce qualità, pubblicità e successo. Basti pensare al nuovo cd di Ornella Vanoni, che ha unito le due strade rileggendo i suoi classici con una parata di star come Mina, Morandi, i Pooh, Baglioni, la Mannoia per arrivare al singolo Solo un volo, in coppia con Eros Ramazzotti, che è in vetta alla classifica dei brani più scaricati. Un disco emozionante che rilancia la Vanoni, a 74 anni, come regina del duetto. «Bisogna far gruppo e uscire dall’isolamento della sala d’incisione», spiega lei.Non è certo una novità quella delle coppie d’assi; un campione del duetto come Ramazzotti cominciò più di vent’anni fa, nel 1987, interpretando La luce delle buone stelle con Patsy Kensit. E come dimenticare i faraonici Pavarotti & Friends che misero insieme Bono e Bocelli, Sting e James Brown.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302821
Un ostaggio in fuga, il sequestro del computer di un capo guerrigliero, agenti infiltrati e un clamoroso «bluff» finale. Non è la trama di un film, ma la storia dell’operazione «Scacco», che ha beffato i terroristi colombiani. Con l’obiettivo raggiunto di liberare Ingrid Betancourt e altri 14 ostaggi, tra cui tre americani. La storia inizia nel maggio dello scorso anno. Il sottotenente «Frank» Pinchao, prigioniero delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), riesce a fuggire. Chi ci aveva provato prima di lui si era perso nella fitta selva colombiana, finendo per morire di stenti. A Pinchao va meglio: le forze di sicurezza colombiane organizzano una vasta operazione di salvataggio e il militare viene recuperato. Subito inizia a raccontare che ha diviso la prigionia con la Betancourt, l’ostaggio più eccellente delle Farc. Nasce così il progetto di localizzare il lager nella selva della franco-colombiana. Con la liberazione di altri ostaggi, compreso Clara Rojas, braccio destro della Betancourt, il cerchio si stringe. In febbraio i corpi speciali Omega, addestrati dagli israeliani, si infiltrano dietro le linee dei bandidos. Sul fiume Apaporis vedono due ostaggi americani e uno colombiano che fanno il bagno. Non intervengono per evitare di far saltare l’operazione, che punta all’obiettivo principale, la Betancourt. Ma da quel giorno i satelliti americani si concentrano nella zona. Il primo marzo le unità Omega mettono a segno un colpo da manuale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273560